I pesci hanno un sistema sensoriale uditivo distribuito lungo tutto il corpo, tutti conoscono la “linea laterale”, i pesci possono essere considerati davvero “tutto orecchie”.
Si ritiene che i pesci caccino principalmente tramite le onde sonore.
L’intervallo udibile dall’uomo va da 20 Hz a 20.000 Hz, mentre quello dei pesci va da 20 Hz a 2000 Hz è quindi limitato ai suoni a bassa frequenza.
Ciò che dobbiamo considerare riguardo al suono è soprattutto la lenza,
i pescatori a jigging muovono attivamente la lenza per pescare e questo crea molte onde sonore nell’acqua.
La lenza di maggior dimensione è più resistente, mentre una lenza più leggera ,è  oramai più che confermato, ottiene maggiori contatti.
Questo è un fatto che tutti noi affrontiamo e dobbiamo esserne pienamente consapevoli.
Il maestro Norihiro Sato afferma che pescare con diametri esagerati sarebbe come pescare con un jig da 5 metri.
Probabilmente il pesce non sente il rumore metallico degli anelli e degli ami, producendo questi frequenze piu alte.
In base a queste affermazioni si ritiene che sia molto efficace colpire il fondale per produrre un suono, fare un po’ di rumore perché quando qualcosa si nutre di qualcosa questo rumore attira sempre altri pesci.
È provato che i pesci hanno una vista molto scarsa, il mare è definito sostanzialmente “un mondo di suoni” più che di visione.
I pesci è dimostrato non percepiscono bene le forme, ma sono molto attenti ai movimenti.
Per loro, il momento di mangiare e quello di essere mangiati coincidono.
Sato Sensei sottolinea che i pesci evitano qualsiasi cosa si muova verso di loro, come facciamo anche noi , anche noi ci allontaniamo da una piccola mosca se si dirige nella nostra direzione ,è istintivo ; inoltre inseguono qualsiasi cosa scappi via da loro.
Sato  sottolinea anche che quando i predatori in caccia attaccano un banco di pesci, prendono di mira quelli che non nuotano bene o che nuotano in modo diverso, la preda piu facile da catturare!!
Il nostro focus è su movimenti particolari ma naturali: ecco perché vogliamo lasciare che il jig nuoti da solo e cerchiamo di far sì che il tempo di sospensione sia il più lungo e il più lungo possibile ( soprattutto su questo principio è stato ideato lo slow pitch jigging.
L’anatomia mostra che i pesci che vivono in mare aperto hanno più sensori visivi per il contrasto, mentre alcuni pesci costieri hanno più sensori visivi per i colori.
Per i bersagli della pesca a jigging, il contrasto è  importante e il movimento è molto più importante perché i movimenti producono i suoni che il pesce apprezza.
Il tipo di movimenti che i pesci cercano nei loro pesci esca sono:
_ Movimenti disorientati o paralizzati, roteanti ( esempio un pesce allamato che riesce a liberarsi dall’amo  nuota impazzito)
_  Movimenti di panico, che li strappa dal branco
_  Movimenti di sospensione, come fossero incoscienti
L’ultimo è l’esca più favorevole in assoluto, si ritiene che questo sia l’obiettivo principale su cui Sato Sensei ha puntato  nel creare questo nuovo metodo di pesca : ottenere piccoli movimenti orizzontali continui, piuttosto che rapidi movimenti verticali.
Si ritiene che la percezione del tempo dei pesci sia 55 volte più veloce di quella umana, ciò significa che vedono tutto al rallentatore x55, ogni secondo di movimento rapido per noi equivale a 1 minuto al rallentatore,  è così che percepiscono con precisione gli oggetti in rapido movimento.
D’altro canto, un oggetto che si muove lentamente dovrebbe sembrare sospeso nell’acqua. Lo slow pitch jigging sfrutta invece la percezione del pesce.
Si capisce quindi quanto sia importante ed essenziale cambiare ritmo durante la pesca , la monotonia è estremamente deleterea .
Ad es quando il jig tocca il fondo, fai 3-5 manovre continue da moderate a veloci, seguite da uno o due sollevamenti lenti.
Esperti pescatori dicono , e ognuno di loro ha sviluppato proprie tecniche, che bisogna evitare di spaventare i pesci !
Con quasi tutte le forme dei jigs, si usa una tecnica per “sospendere” l’artificiale dopo la risalita e prima della caduta.
Alcuni jig cadono all’indietro, con questi jig, meglio usare la tecnica per farli scivolare più lateralmente, non verso il fondo nella direzione da cui il pesce potrebbe attaccare.
Con altri jig ( soprattutto i long )meglio dare un forte impatto alla risalita, “colpisci” la lenza una volta e rilasciala di nuovo per far cadere.
Questo “colpo” fa capovolgere il jig che scivola lateralmente e poi  viene capovolto, il jig cade all’indietro nella stessa direzione in cui si stava dirigendo.
I migliori pescatori usano questi trucchi solo per ridurre i rischi, si possono ottenere contatti con o senza queste strategie, in questo modo non stiamo cercando un modo facile per pescare ma semplicemente vorremmo credere che siamo noi a stuzzicare il pesce e non il pesce a decidere quando attaccare l’esca .
Tuttavia, non ci sono segreti che funzionano sempre. Siamo alla ricerca di tutti gli schemi vincenti che funzionano a volte, non di una soluzione unica e vincente, perché questa non esiste.
Tutti gli esperti concordano sul fatto che la tendenza dei pesci cambia ogni giorno, ogni ora, ogni marea, bisogna continuare a cambiare finché non si ottiene il risultato desiderato, è una pesca dinamica , di ricerca e di strategia, per questo è unica e davvero bella 🙂
Cosa puoi cambiare?
Le tue azioni, l’attenzione sulla risalita o sulla caduta, le canne, i pesi dei jig, i tipi di jig… Sono tantissime le combinazioni che lo slow pitch può offrire.
Cito testualmente:
Ma è anche molto importante lasciarsi andare per un po’. Ogni punto caldo ha bisogno di riposo. Come lo Yin e lo Yang. Serve un momento di Yin per avere un momento di Yang.
Soprattutto per chi rimane nello stesso posto. Abbiamo diversi punti caldi che chiamiamo “grouper condo”. Ci andiamo solo una o due volte alla volta.
Io lo intepreto così :
Bisogna non spremere troppo gli spot che ci hanno dato risultati, ripulire uno spot vuol dire spesso desertificarlo per anni .
I tempi di accrescimento di certe specie sono davvero di molti anni, meglio essere piu responsabili in modo da riuscire a goderci al meglio il nostro passatempo.
Una mentalità quella della strage ossessiva che deve cambiare!!!!
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