Cos’è  lo ” Slow-Pitch Jerk”?
È una tecnica in cui il pescatore deve effettuare movimenti con la canna e l’artificiale per imitare un pesce morente ferito o un pesce alla ricerca di un riparo.
Sia Il concetto che la tecnica sono stati presentati da oltre un decennio in Giappone.
Queste tecniche di jigging all’avanguardia  (il più alto livello di sviluppo di questa tecnica verticale ) si sono diffuse in tutto il Giappone ed hanno elevato la pesca a jigging ad un’altra dimensione.

E’ semplice al tempo stesso complesso : 1 Pitch, 1 Jerk, in un tempo base di 1 pitch al secondo. 1 passo può essere 1 manovella completa, 1/2 manovella o 1/4 manovella o altri.

Essenziale rispettare un momento di immobilità alla fine di ogni passo in modo che l’artificiale possa liberarsi nel nuoto o in caduta libera in posizione orizzontale.

Funziona bene in condizioni di mare calmo, con qualsiasi livello di pesce attivo. Finché la condizione lo consente, bisogna ricercare una sequenza che faccia mordere i pesci ;

per sequenza intendo dire ad es :

     

 

 

 

 

 

 

ecco due combinazioni possibile fra le moltissime.

Pescare con lo  “Slow-Pitch Jerk” porta risultato ?

  • Funziona per una più ampia gamma di specie di pesci pelagiche e di fondo.
  • Funziona per una gamma più ampia di stati d’animo del pesce, non solo quando i pesci sono attivi, ma anche quando non sono attivi.
  • Funziona per una gamma più ampia di condizioni del mare.
  • Cattura molto più pesce.

 

Hi Pitch Jerk

Fondamentalmente sono le stesse applicazioni di Slow Pitch Jerk, ma con una canna più potente o semplicemente utilizzando la tua canna in “Tono Forte” in modo da far scattare il jig.

Questo è diverso dal tradizionale jigging ad alta velocità ( vertical jigging) .     Il tempo è lento come nello Slow Pitch Jerk in alcuni casi anche  anche più lento.      La pompata è così potente che l’artificiale scivola per una lunga distanza e per un tempo più lungo.    Dopo ogni colpo potente, vedi la lenza sospesa sull’acqua;  i Long  nuotano lateralmente per una distanza più lunga,  a volte anche per 2 secondi e anche 3 secondi;     è necessario aspettare prima di dare il colpo successivo altrimenti blocchi il jig nella sua azione vincente.

Funziona bene in qualsiasi condizione di mare, specie quando il pesce è attivo.        A volte il movimento attiva anche il pesce apatico.     Quello che  è fondamentalmente è dare un colpo lungo per far compiere un grande percorso laterale .    Vale sempre la pena di provarlo all’alba e al tramonto, quando ci si aspetta un pesce grosso.

Long Fall jerk

Questo è un metodo molto unico ed efficace.    Semplicemente un sollevamento lento quanto più lungo può raggiungere la canna ( puoi aiutarti anche impugnandole con le due mani . una sul calcio e l’altra sul mulinello )  e poi una  caduta libera.    Prendi il contatto non appena il jig ha toccato il fondo , fai ruotare 1 o 2 manovelle, solleva lentamente e fai cadere liberamente fino sul fondo i jig.

Quando decidi di fare Long Fall devi cercare di utilizzare la tua canna in “Tono Morbido” , per fare questo utilizza un artificiale che superi il range di peso della tua canna .      Ad esempio, un’asta di potenza  #3 con 200 gr o più pesante, oppure per una #4  250 gr o più.    Questo perché vogliamo far muovere poco il jig durante la risalita , deve restare quasi inerme , poche vibrazioni e brandeggi.       Il jig da caduta ( es il Saw ) non reagisce bene ad un  sollevamento rapido  ma ha prestazioni eccellenti in caduta libera.        Con una semplice lenta e lunga alzata , stai creando un cambio di passo che fa scattare i predatori.

Funziona bene in qualsiasi condizione di mare e qualsiasi livello di attività del pesce .    Purtroppo  si adatta difficilmente se devi cercare il pesce in una area ampia  , quindi è preferibile in uno spot in presenza di pesce anche quando il livello di attività è basso ;    viene solitamente applicato in combinazione con tecniche di slow pitch jerk.

Sato Sensei ha stabilito questi principi è importante capire che che questi non sono 3 metodi diversi queste  sono solo le variazioni della tecnica dello Slow-Pitch e l’utilizzo di questi metodi va sempre applicato durante la tua battuta di pesca.

 

Come fai a scegliere il jig giusto prima di iniziare a pescare ?
Fondamentalmente  !   non lasciare MAI la tua  barca alla deriva
Scelta del peso del jig :  Peso/Profondità d’acqua (metro)    x  1,5 o x 2
Per esempio,
Profondità d’acqua (150m) = 210g a 300g
Per una corrente d’acqua più veloce o sulla barca alla deriva scegliere la soluzione più pesante .

Utilizzare il jig

E’ molto importante rivedere il proprio vecchio concetto di come deve comportarsi la tua canna mentre fa danzare l’artificiale.

Sollevare la canna e far girare la manovella del mulinello in modo che la canna si pieghi per bene e dia una leggera accelerazione verso l’alto al jig;  questa azione è definita il “pitch”  e può essere costituita da 1 giro , ½ gir, ¼ di giro  del mulinello .

La tecnica base prevede che la canna sia orizzontale ( parallela al mare)  e venga ruotato il mulinello del pitch prescelto , ma questo può e deve essere variato con il tempo , mano a mano che ti sarai impratichito sulla tempistica e sul ritmo dell’azione e saprai passare a tecniche più avanzate.

Il sollevamento della canna può iniziare anche tenendo la punta inclinata di 30° verso il basso e mentre ruoti puoi portare la punta verso l’alto , questa darà maggior accelerazione  al tuo jig ,

Puoi anche variare l’angolazione  : se poni la punta della canna verso l’alto  la risposta a molla sarà maggiore e il movimento dell’artificiale risulterà più energico.

La pausa tra un pitch e l’altro farà si che sott’acqua l’artificiale rimbalzi più o meno velocemente verso l’alto  e successivamente ruoti in posizione orizzontale  ( la posizione di caduta per cui è stato studiato e quella che farà scatenare l’attacco del pesce).

Il momento in cui il jig ruota da appeso in verticale alla posizione orizzontale è il momento in cui si libera dal vincolo del filo  e può cadere nella diversa  maniera  per cui è stato concepito ; alcuni artificiali scivolano di lato, altri volteggiano, altri indugiano un attimo e poi cadono di lato o ancora scendono diritti tremolando ;      quindi ricapitolando quando la tensione del filo viene meno il jig  con il baricentro centrale si dispone orizzontalmente , il miglior momento per far attaccare il pesce.

Il pesce attacca durante la discesa nella parte posteriore del jig , dove lui individua la testa (il motivo per cui spesso nei miei jigs  hanno gli occhi contrapposti nei due lati ) mentre durante la jerkata  si aggancerà agli ami superiori : questo è solo uno dei motivi per cui NON dovreste mai pescare con meno di 4 ami per artificiale.

Il pesce attacca dalla testa o la parte anteriore del movimento, quindi se morde durante lo scivolamento della maschera è probabile che si agganci ai ganci superiori, se morde durante la caduta, è probabile che si agganci per i ganci posteriori.

Essenziale evitare di girare la bobina mentre si abbassa la canna ( si impedirebbe la corsa del jig ) e concentrarsi molto sulla tensione del filo nel momento della caduta ; possiamo decidere di privilegiare una caduta libera ( azione base) oppure scegliere una leggera trattenuta anche a tratti ( azione avanzata), sceglieremo queste diverse opzioni in base al tipo di pese che cerchiamo o alla strategia esplorativa di quel giorno.

Sollevare il jig prima che abbia completato il suo ciclo ( sollevamento e caduta ) anche poco prima di sentire il peso sulla punta della canna ( il cimino è sensibile e ci aiuta) vuol dire annullare la caduta e avere un pitch successivo molto più debole , aspettando troppo tempo invece lasceremo che il jig resti appeso fermo in verticale “ il jig morto “…..Il tempismo è importante !!!

Anche l’attenzione visiva ha un ruolo essenziale : se durante la caduta si vede la treccia esitare allentata per un tempo più lungo è molto probabile che un pesce abbia preso in bocca l’esca , avvolgi velocemente finché non senti il peso sulla punta della canna e ferra forte senza esitazioni.

Ugualmente se vedi la treccia filare veloce già nell’acqua recupera e ferra con forza  il pesce ha in bocca il tuo jig e se ne sta andando a spasso.

Una volta agganciato ora dovrai tirarlo su : per non perderlo  o danneggiare la canna tienila ferma e muovi alzandola non più di ore 2 , le canne da slow pitch jigging sono fatte per agganciare il pesce e non far combatterlo.   Lascia che sia il tuo mulinello a tirare  il pesce e usa la bobina per fare il lavoro.

Quando si dice che “ l’80% della pesca avviene nel setup ” si vuol enfatizzare che la scelta di una buona canna e di un mulinello con le giuste caratteristiche è essenziale in questa tecnica ; purtroppo mentre una volta sul mercato si faticava a trovare una canna adeguata anche pagandola molto cara , oggi sono disponibili molte soluzioni per tutte le tasche ma pochi sono i fusti che vantano le caratteristiche di “restituzione dell’energia” richieste ;  stessa cosa per i mulinelli : vengono proposti per lo slow pitch anche quelli con recupero ampiamente sotto i 100cm/giro;

la diretta conseguenza di un errato acquisto è l’allontanamento per delusione  :  un mulinello che , a bobina piena, recupera 100 cm a giro quando saremo in pesca a 80/100 mt  avrà la bobina parzialmente svuotata con la conseguenza che la lunghezza del  recupero diminuirà ;     pensiamo a 100 cm/giro se facciamo 1/2 giro saranno 50 cm ma scegliendo un mulinello da 80cm/giro ne recupereremo 40 soltanto , per non parlare del ¼ di giro o dell’ 1/8 di giro ;   è importante calcolare anche l’azione dell’acqua sul filo , più forte è la corrente maggiormente la treccia risulterà leggermente imbarcata a pancia e la nostra azione di recupero verrà parzialmente cancellata .

Aggiungiamo a questo una canna che abbia un ritorno “stanco” cioè un fusto apparentemente adeguato ma lento nel ritorno,  la somma di questi fattori ci vedrà adoperarci a galla per far danzare il nostro artificiale ma sul fondo la nostra fatica sarà pressoché cancellata dalle condizioni unite alla scarsa qualità dell’attrezzatura .

Con questo non voglio spaventare chi vuole iniziare ma semplicemente rendervi consapevoli che semplificare troppo certi concetti non è il miglior modo per fare progressione in nessuna attività che si vuole intraprendere, informarsi è sempre faticoso , imparare ancora più difficile ed è per questo che strada facendo chi non è disposto ad impegnarsi un pochino anche nel divertimento con buona probabilità sarà vittima di quelle giornate in cui “ pesce non ce n’era oppure si vedevano sull’ecoscandaglio ma non volevano proprio mangiare “.

sapere quando fare qualche variazione (tecniche avanzate)

 Tramonto e alba sono sempre molto buoni, sono i momenti in cui il pesce è attivo indipendentemente dalle maree .

High Pitch funziona molto sui nuotatori di grossa taglia (es ricciole)

Long Fall sui grandi pesci che cacciano appostati (es cernie)

Se vuoi utilizzare tecniche avanzate dovresti tentare cose diverse dal solito , ad es. nei momenti in cui il pesce è in attività ed è facile catturare piccole ricciole o piccoli tunnidi prova a montare un  Long jig e muoverlo in  “ Tono Forte” , facilmente catturerai il grosso pesce che nuota insieme ai piccoli che stanno aggredendo i piccoli jig uno dietro all’altro.

Un’altra opzione è usare un Pitch lento in “Tono Morbido” con un jig pesante, mentre i pesci più giovani attaccano facilmente è possibile che ci sia un vecchio che sta partecipando al banchetto e che venga stimolato da prede più facili da raggiungere e con meno fatica….

Quando la corrente è nulla il pesce è sempre apatico, non abbocca quasi mai , solo eventualmente ad esche in lento movimento : agite di Slow Pitch Jerk lento e di Long Fall perché il pesce non ha voglia di inseguire prede troppo veloci….la scelta del movimento lento sarà vincente ,…..ma bisogna saperlo 😉

A volte la corrente superficiale si muove ed avrete l’impressione che la giornata sia movimentata invece sul fondo il mare è fermo , in completa assenza di corrente , la conseguenza è quella precedente ( pesce immobile ed apatico) la tua lenza però subisce l’influenza dell’acqua e tu stai tribolando per avere dei contatti : usa un jig pesante e manovra in Long Fall e i risultati arriveranno molto presto !!!!

Con corrente molto forte è praticamente impossibile fare Slow Pitch Jerk : abbandona in cassetta tutte gli artificiali che “soffrono” la corrente ( quelli a grande foglia o che nuotano molto di traverso ) e prediligi Long o altri che tagliano bene l’acqua, usa treccia molto sottile ( max PE 1.5 o anche meglio PE 1.2) ; lavora jig di adeguato peso e fai High Pitch o Long Fall .

Ugualmente se ci sono onde o il mare è mosso dal vento.

A volte è efficace fare 3 o 4 alzate del jig ad alta velocità ( spostare il jig dal fondo di 3 o 4 metri)  poi iniziare con lo Slow Pitch jerk ; la fuga improvvisa della possibile preda attira l’attenzione e poi il movimento lento con il cambio di passo farà scatenare l’attacco.

La maggior parte degli attacchi sarà in prossimità del fondo per cui noi dovremo lavorare il jig sempre nella zona di maggior possibilità ; l’area massima in cui conviene pescare sono 10 metri dal fondo ritenuta la zona strategicamente più vantaggiosa,

Un consiglio rivelatosi efficace è di recuperare (dopo aver fatto tutta la sequenza) di una 30ina di metri con una certa velocità , sia per stimolare il pesce che curioso ha seguito il jig ma non si è deciso ad abboccare, sia per far si che ricalando da un’altezza maggiore dei soliti 7/10 mt l’esca possa scendere in un altro posto e da lì riprendere la sequenza di pesca.

Ci sono giorni in cui hai provato tutto : cambio di sequenze, pesi , forme e colori  dei jig, modo di utilizzare la tua canna in diversi “Toni” e non avrai avuto successo , questo non ti deve scoraggiare perché di una cosa dovrai sempre essere certo : Lo Slow Jigging funziona davvero tanto.

QUI alcune riflessioni sulla prevedibilità del periodo di maggior attività del pesce.

Menu
Call Now Button