La pesca con il tenya è probabilmente  la tecnica Japan Style che più si avvicina la nostro vecchio concetto di pesca dalla barca, proprio perchè “strutturata” cioè abbina all’artificale un’esca naturale.

Nata in Giappone e utilizzata da moltissimo tempo da vecchi pescatori che avevano già intuito l’enorme potenzialità di poter manovrare un’esca naturale con l’ausilio di un artificiale opporunamente dimensionato.

Fra tutte e quattro le tecniche è sicuramente la più facile e redditizia se ci accontentiamo di prede di qualsiasi misura , cionostante ci stupirà sia per la quantità di abboccate che per le dimensioni delle catture che moltissime volte superano in grandezza quelle che eravamo abituati a prendere con metodi tradizionali es. il bolentino.

Ci sono però delle indicazioni  che è molto importante seguire per avere risultati apprezzabili.

Come con il kabura si pesca rigorosamente a scarroccio, pescare ancorati annullerebbe totalmente tutte le caratteristiche catturanti di questa tecnica che finirebbe per essere confusa con un normalissimo bolentino.

La scelta della canna è davvero importante !  La canna da tenya ha normalmente lunghezza fra 2,2 e 2,5 metri , deve avere un cimino sensibilissimo (solitamente pieno nella parte terminale) ma anche una schiena molto potente che ci servirà sia a  contrastare le prede di notevole dimensione che non si faranno certo attendere, ma anche di fare delle ferrate efficaci e pentranti  ; in mancanza di canne specifiche possiamo per iniziare usare una canna da bolentino che si avvicini più possibile a queste caratteristiche.

Fino a poco tempo fa le canne specifiche montavano solo mulinelli a tamburo fisso , ma da quest’anno sono arrivate anche quelle a tamburo rotante , da noi sicuramente preferite ( il tamburo rotante ci sonsente un continuo contatto con il fondo agendo con una solo mano, mentre con l’altro modello dobbiamo utilizzarle entrambe, aprendo e chiudendo continuamente l’archetto, specie nelle giornate con scarroccio sotenuto).

Il mulinello non ha un ruolo così essenziale come la canna , ma ci faciliterà il lavoro se sceglieremo mulinelli che abbiano un ottimo free spool , cioè il fatto di non avere attrito di srotolamento ; l’artificiale proprio perchè molto leggero deve poter scendere libero e velocemente verso il fondo e propio perchè non trattenuto diventerà maggiomente pescoso , favorendone la discesa oscillante.

La scelta del trecciato è rilevante , deve essere capillare in modo da limitare il lavoro della corrente sul filo che tenderebbe a far allontanare l’artificiale dal fondo, obbligandoci ad aumentare il peso. Usiamo del buon multifibra 4 o 8 fili PE 0.8/1.2 max

Il trecciato terminerà con un leader in monofilo di nylon oppure di fluorocarbon di provata efficacia. come Fluoro Carbon uno 0.30/035 – 5 metri  oppure Nylon / Fluor Coated 0.25/0.30- 4/5 metri

Nodi di giunzione a piacere , facile un Tony Pena e per la girella o lo  snap utilizziamo un Palomar o Owally o quello che meglio crediamo.

Arriviamo all’artificiale , la regola importantissima da seguire è la seguente : minor peso possibile compatibilmente con la profondità, scarroccio e corrente .

Per l’innesco utilizzeremo principalmente gamberi freschi ( di paranza) o mazzancolle verdi surgelate ( sconsiglio vivamente i gamberi rossi surgelati perchè trattati con ammoniacali che sono percepiti e allontanano soprattutto i pesci migliori); nulla ci vieta di sbizzarrirci con cappellotti , strisce di calamaro, pezzi di sardina o, vermi …. liberate la fantasia e provate non ci sono limiti ….

Il gambero comunque è la sua esca di farcitura tradizionale, va innescato con precisione maniacale, a seconda della consistenza dell’esca la testa sarà rivolta verso il piombo oppure all’esterno, io personalmente non ho trovato grandi differenze nell’abboccata; la cosa essenziale perchè la ferrata sia produttiva è senz’altro la modalità d’innesco :

  

il gambero deve risultare diritto il più possibile , fate uscire l’amo fisso non appena inizia la curva in modo che non sia proprio la curvatura dell’amo a obbligare il gambero a piegarsi ad U. L’amo dell’assist andrà calzato bucando la codina ( telson) oppure cucendo l’ultimo metamero del corpo del gambero e la testa in modo da legarla meglio ed impedire il fastioso scappellamento dopo la potente e veloce ferrata .

L’innesco perfetto :

Lasciate la punta della canna rivolta in basso e prestate attenzione alle toccatine dei pesci , poi ferrate con forza lungo l’incinazione del trecciato , in modo da essere efficaci in fondo alla lenza, l’innesco diritto sarà risolutivo, vedrete che a fronte di molti flop con l’innesco a gambero piegato con un innesco ben fatto quasi ogni colpo farà una vedova 😉

Luoghi di pesca sono le zone classiche del bolentino costiero, si pesca dai 15 metri a scendere fino anche ai 100 metri e oltre, si pratica efficacemente tutto l’anno con punte inferiori quando la minutaglia estiva invade i fondali.

Le condizioni meteo marine ideali vorrebbero uno scarroccio medio intorno al mezzo nodo, ribadisco l’utilizzo di tenya molto leggeri che andranno mantenuti in prossimità del fondo, facendogli fare qualche saltello , mai nervosamente , sollevando l’esca di qualche metro con l’ausilio della canna , che per l’appunto sarà leggermente più lunga delle classiche del japan style; un trucco da utilizzare in caso di scarroccio sostenuto , sempre per mantenero al minimo il peso dell’artificiale è lanciare a favore di vento per guadagnare verticalità quando l’artificale entra in pesca sul fondo.

Importante quando sentiamo le prime abboccate, rilasciare leggermente l’esca magari abbassando la canna verso l’acqua, questo darà maggior tempo al pesce di addentare o nel migliore dei casi ad ingoiare , in più ci porterà in ottima posizione per una lunga e potente ferrata che dovrà essere fatta nella stessa direzione del filo, quindi in diagonale sulla linea di continuazione , mai in verticale perchè tenendo conto della lunghezza del trecciato non sortirebbe quasi nessun movimento sull’amo, ripeto il concetto perchè è un’altra delle cose essenziali da sapere.

Seguite questi semplici consigli e non ve ne pentirete 😉

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