La scelta di un buon accoppiamento di assist hook sul nostro jig determinerà un miglior risultato finale.

Notiamo che la lunghezza dell’assist di coda (opposto all’aggancio del leader) è leggermente maggiore di quello di testa del jig, questa differenza sarà maggiormente evidente quando armiamo dei Long ( essa potrà arrivare addirittura a 13 cm )

Gli ami di testa sono quelli che catturano il pesce durante la nostra jerkata (pensate alla posizione dell’amo nel jig da vertical) , quelli di coda invece servono per la cattura in caduta , questa è proprio la sostanziale differenza fra uno slow jig e un jig comune;

lo studio delle forme e del baricentro fa si che questi artificiali ci aiutino moltissimo in pesca, facendo già da soli un buon 50% – 60% del risultato …. a patto che , come alcuni fanno, non vengano privati dell’assist di coda per paura di incaglio e conseguente perdita del jig;

al fondo dell’articolo alcune considerazioni sul modello da scegliere in base a condizioni marine e caratteristiche dello spot per minimizzare il danno causato dalla perdita dell’artificiale .

L’assist di coda dicevamo è quello che cattura il pesce durante la discesa, al predatore piace mordere per uccidere e in questo caso identifica la testa della preda proprio con la coda dell’artificiale .

Questo é il motivo per cui nei miei jig gli occhi sono posizionati uno in testa e uno in coda per offrire le più alte  probabilità di inganno visivo ; inoltre la parte posteriore del jig non presenta l’attacco al leader in fluorocarbon con il conseguente impedimento al morso dato dal complesso costituito da : solid ring, split ring ed eventuale moschettone di collegamento ed è  quindi più facile da ingoiare.

L’aiuto fornito dall’assit di coda è il bilanciamento del jig ( non dimentichiamo che nella parte anteriore una piccola azione frenante la fa il collegamento alla canna) esso funziona un po’ come la coda di un aquilone, senza di essa l’aquilone girerebbe su se stesso in avvitamento fino a collassare , inoltre se l’assist è più lungo risulterà più facile da ingoiare !

Questa è dunque la ragione per cui è essenziale avere montato l’assist di coda sul nostro artificiale;

una  ulteriore motivazione è che , come vi sarete accorti durante le vostre battute di pesca, l’assist di testa può legarsi al leader, gli ami restano ugualmente disponibili ma la loro efficacia risulta leggermente compromessa.

Gli ami degli assist di testa e di coda , specialmente nei jig più corti, non devono mai sovrapposrsi , in pratica le due curve possono toccarsi e sovrapporsi leggermente per 2/3 mm ma in modo che gli ami non riescano mai ad agganciarsi l’un l’altro.

Doppio assist perché idealmente un amo andrà all’interno della bocca e l’altro all’esterno e con molta probabilità nel combattimento andrà a bucare l’opercolo o il labbro esterno dimezzando la forza che tende ad asolare la ferita oppure allamando il pesce lungo i fianchi e in ogni caso aumentando le possibilità di successo nel recupero.

In ogni caso i 4 ami lavorano tutti insieme per “abbracciare” il pesce , diminuendo anche le possibilità di rottura dell’amo o la sua apertura con conseguente slamatura del pesce.

         Per concludere diciamo che con il doppio assist il nostro artificiale nuota proprio come è stato concepito , perché quando il suo centro di bilanciamento è equilibrato il jig scende in posizione pressoché orizzontale che è proprio il momento in cui il pesce preferisce aggredirlo,

Questo per farvi capire meglio cosa succede al nostro slow pitch quando interveniamo sul naturale assetto di progettazione :

La caratteristiche del jig da slow pitch è quella di avere il baricentro pressochè centrale, spesso verso il basso del profilo , questo favorisce la discesa ondeggiante a foglia in posizione prevalentemente orizzontale con scivolate laterali per poi ritornare in assetto piatto di caduta; tutto questo favorito dall’azione a “paracadute” del doppio assist in testa e coda.

Privando il jig di uno dei due assit hook otterremo, a seconda delle varie forme , effetti molto simili a quelli in figura :

soltanto con assit in testa il jig, rallentato dall’attrito degli ami, tenderà a scendere più inclinato con la parte posteriore verso il basso ;  in caso di attacco  in coda , più probabile dato l’assetto,  difficilmente avremmo la fortuna di allamare il pesce.

Contrariamente con assist in coda l’artificiale dondolerà di più perchè in ogni caso il trecciato , anche in caduta non trattenuta, eserciterà una lieve forza di ritorno; la caduta sarà a 45° con scivolate laterali più modeste , ma comunque con minor possibilità di cattura.

Importante è capire questo semplice  concetto  perché su di esso giocheranno a nostro sfavore la resistenza dell’acqua e la tensione della treccia , quindi l’esatto bilanciamento dell’artificiale sarà essenziale per i risultati che vogliamo raggiungere.

Utilizzate una treccia sottile : PE 1.5 o 2.0 , un leader sottile da 0.37 mm a 0.52  in extremis 0.60 mm max , la lunghezza del leader non esagerata : 3/5 mt max e ami bilanciati nelle dimensioni 1/0,  2/0 o 3/0 max

Questi parametri aiutano le leggi fisiche a cui siamo sottoposti, se utilizzi parametri maggiori avrai più possibilità di mettere a bordo la tua preda ma di sicuro avrai meno attacchi sul tuo artificiale.

Nei momenti in cui il pesce é  attivo tutto risulta più semplice e le catture si susseguono ;  pescando però anche negli altri spazi di tempo sarebbe buona  cosa avere una bobina montata con PE 1.5 e un’altra con PE 2.0 e utilizzarli alternativamente in base alle nostre tattiche , per quel che riguarda gli ami usiamo normalmente i 2/0 o 3/0 ma quando hai pochi contatti perché il pesce non è attivo scendi tranquillamnete all’ 1/0 o 2/0 e noterai la differenza.

Non trascurare di avere a bordo anche un’attrezzatura “pesante” da utilizzare quella volta che sull’ecoscandaglio individui qualcosa di taglia super.

In questo modo potrai sempre attingere a risorse per raggiungere alti risultati e non solo per il “colpo di fortuna dell’anno”.

Ultima considerazione sulla rottura degli ami o l’apertura degli stessi in combattimento, se hai utilizzato ami di qualità allora ci sono due motivazioni possibili :

il pesce era allamato in punta e in quel caso la forza di trazione agisce pesantemente sulla curva dell’amo , esso essendo stato forgiato in hi-carbon si spezza più  facilmente; questi ami tengono molto bene una punta affilata ma risultano più delicati a trazioni sbagliate  ;oppure può piegarsi se il suo tenore di carbonio è leggermente inferiore (ma d’altro canto il potere penetrante risulta meno duraturo) ;

Inoltre puoi considerare di cambiare il tuo modo di combattere il pesce e pensare che cosa tu possa modificare.

Non dimenticare la manutenzione degli ami, procurati una piccola barretta di pietra per affilarli e tienila sempre con te nella cassetta, con pochi colpetti ridarai efficacia ai tuoi assist , le tue dita se ne accorgeranno immediatamente 😉

Per terminare, per chiarire il concetto precedente della paura dell’arrocco con successiva perdita dell’artificiale, se peschiamo su fondi rocciosi particolarmente “adesivi” cerchiamo di prestare attenzione all’attimo in cui il jig tocca il fondo , sarà benefico staccarlo immediatamente senza ulteriori attese ( sia per dare vita all’artificiale, come già detto precedentemente in un altro articolo, sia per evitare il dragaggio degli ami sul fondo) e successivamente nei rilasci a seguire dopo le jerkate evitare un secondo contatto , in questo può aiutarci  tantissimo la treccia multicolor.

Se invece peschiamo su relitti stracarichi di lenze perdute, la scelta del modello di jig è essenziale, privilegiamo un Saw oppure un S Talisman , questi due sono jig che “non nuotano” , intendo precisare che scendono diritti in colonna d’acqua  rollando sull’asse più corto , tu li puoi manovrare in Long Fall con un’alzata lunga e lentissima e una discesa libera e più veloce ( il secondo recupero sarà preceduto da un giro di manovella prima della successiva alzata lenta e così via) oppure con la canna orizzontale e recuperi di 1/8 di giro max 1/4 di giro , tale azione farà muovere a destra e sinistra la testa dell’artificiale e soprattutto con la S Talisman avrai ottimi risultati con un movimento quasi impercettibile

Finalmente da dicembre 2017 sarà disponibile un nuovo cordino per assist : un DYNEEMA in fibra intrecciata del diametro 0,90 mm cavo all’interno con una straordinaria resistenza di 296 lbs mantenendo la necessaria morbidezza per agevolare la legatura sull’amo.

Il fattore cavo all’interno ci da la possibilità di fare il “montaggio Shout”

cioè avere un assist con gli ami montati su cordini indipendenti collegati al solid ring tramite un cappio ottenuto infilando la parte terminale allinterno dello stesso cordino a formare un’asola ; praticamente la vecchia impiombatura che si faceva  quando si volevano unire insieme due pezzi di dacron o creare con lo stesso dacron un’asola che potesse scorrere liberamente negli anelli della canna  senza dover necessariamente fare un nodo che avrebbe creato punti di intoppo.

Disponibile in due differenti modelli :

  • colore Rosso 296 lbs , sempre cavo allinterno
  • colore Azzurro 330 lbs “farcito all’interno con monofilo di nylon “fluoro coated” :  il modello PE FLUORO CORED

  

la giusta morbidezza consente di effettuare efficaci e veloce legature degli assit senza il pericolo che il cordino si indebolisca o peggio ancora si sfili dall’amo sotto trazione , questo perchè propongo sempre ami (testati personalmente) o ad occhiello oppure i recentissimi VMC 7117 a paletta “Hammered Head Cut” sufficientemente larga per contenere il nodo rendendo impossibile lo scivolamento anche se sottoposto a forte trazione .

Il VMC 7171 è un amo a paletta dal filo squadrato molto  robusto con curva ampia e un gambo dalla forma  spigolosa con angoli vivi adatti a scaricare peso e carico della preda,  l’ardiglione è piccolo ma sufficiente , il filo sottile e squadrato per una rapida e sicura penetrazione.     Nato per gli artificiali da slow jigging , ho scelto le misure 2/0 , 3/0 , 4/0 che reputo migliori per tutti  i miei jig delle varie dimensioni.

Tornando al nuovo dyneema il diametro di 0.90 mm che è, a mio parere, il miglior compromesso per ottenere una buona  resistenza allo sfregamento e la grandezza giusta per avere l’effetto paracadute degli assist che stabilizza il jig nella caduta.

Le legature saranno molto semplici , soprattutto utilizzando il nodo che propongo nel filmato di auto-costruzione Tutorial per una facile costruzione degli assist

Grande novità è invece il PE FLUORO CORED , cioè il cordino farcito con monofilo interno , il vantaggio di questo Assist Cord è che l’anima interna serve a  ridurne la flessibilità e quando usato in testa alla Jig riduce gli aggrovigliamenti con il Leader, inoltre se lo montiamo sui più lunghi assist di coda (assist tail) aumenta efficacemente le allamate quando il pesce tenta di scacciare il jig con la testa, la coda oppure il dorso.

Un assist sempre ben posizionato in testa ( che non si aggancia al jack ,al moschettone o al solid ring legato al leader) e un assist di coda più “nervoso” è provato che portano a casa molte più catture dei tradizionali .

Inoltre , pur avendo “più nervo” il PE FLUORO CORED mantiene la necessaria morbidezza per consentire legature facile e resistentissime , anche utilizzando il nodo che ho illustrato nel tutorial.

Dateci dentro …. la strada per il successo è piena di tentativi andati a vuoto ma non perdete la fiducia, solo chi persiste e usa la testa alla fine torna a casa con il secchio pieno , poi se non ci fossero stati entrambi gli assit di testa e coda questo sarebbe successo ?

 

un particolare ringraziamento all’amico Max per la foto

Per chi avesse problemi a reperire materiale adeguato e testato lo potete trovare qui :

Assist pronti

Ami per assist

Dyneema per assist

Solid ring

Split ring

A seguito un filmato didattico :

Tutorial per una facile costruzione degli assist

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